Introduzione
I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), tra cui l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata, rientrano tra i disturbi psichiatrici più complessi, presentando un elevato tasso di comorbilità psichiatrica. Essi comportano gravi ripercussioni sulla salute fisica e psicologica e sul funzionamento psicosociale dell’individuo e sono caratterizzati da bassi tassi di rilevazione precoce, scarse percentuali di guarigione e alti tassi di ricaduta. L’eziologia dei DCA non è ancora pienamente compresa, ma è ampiamente riconosciuto che essa derivi dall’interazione di fattori genetici, biologici, psicologici e socio-ambientali. Proprio per questa complessità, risulta sempre più urgente individuare strumenti diagnostici più precisi e trattamenti maggiormente personalizzati. In tale contesto, un contributo rilevante proviene dagli studi sulla genetica e sul neuroimaging che fanno uso dell’intelligenza artificiale. Nonostante se ne parli ancora relativamente poco, questo argomento è estremamente attuale. È sufficiente considerare il numero crescente di giovani che soffrono di DCA, spesso ridotti a semplici numeri nelle statistiche diagnostiche, numeri che sono aumentati in modo significativo durante la pandemia. In particolare, si è osservato un incremento del 40,6% delle diagnosi mensili. Alla luce di ciò, ho deciso di approfondire questo tema con l’obiettivo di fare chiarezza su cosa siano realmente i disturbi alimentari e su come essi agiscano a livello genetico e cerebrale, dimostrando che si tratta di patologie reali e complesse, e non di “capricci”, come talvolta vengono erroneamente giudicate. Inoltre, intendo mettere in evidenza i numerosi sviluppi tecnologici che possono contribuire a una migliore comprensione della malattia, soffermandomi anche sulle applicazioni emergenti legate alla nutrizione di precisione, al fine di analizzarne sia i potenziali vantaggi sia le possibili criticità.